Copertina del romanzo Dj Bambi diAuður Ava Ólafsdóttir pubblicato da EinaudiLogn ha sessantun anni, è una biochimica, vive in un condominio di Reykjavík affacciato sul mare freddo d’Islanda e aspetta da anni la chiamata dall’ospedale che le permetterà di diventare se stessa. Logn non è il suo vero nome, quando è nata, subito dopo il gemello Trausti, l’hanno chiamata Vilhjálmur come il padre e il nonno perché il suo era – ed è – un corpo maschile.

Essere finita nel corpo sbagliato è stata una sofferenza per tutta la vita. Logn (che nell’antica lingua dei vichinghi significa quiete) ha detestato quel corpo da uomo, ma ha anche cercato di farselo amico, e a 18 anni ha deciso di accettarlo. Ha cercato di farsi piacere tutte le cose che piacciono agli uomini, ha lavorato come disk jockey  con il nome di Bambi  in un bar per gay. La sua passione per il guardaroba femminile l’ha spinta a iscriversi  a un  club di travestiti, ma ha mollato appena ha capito di “essere l’unica donna là dentro”. Poi ha sposato Sonja, ha avuto un figlio, ma non è mai stata se stessa.

Volevo un figlio non avendo un corpo che mi corrispondesse e non potendo diventare madre, ho deciso di diventare padre

transizione

Da quando ha iniziato la transizione veste abiti femminili e non è stato per niente facile. Le sorelle non vogliono avere più a che fare con lei, i colleghi al lavoro continuano a chiamarla Vilhjálmur. Solo il fratello gemello Trausti la capisce, non la giudica e cerca di sostenere come può le sue scelte. Solo lui continua a chiamarla Bambi, come faceva la loro amata nonna quando erano piccoli.

Com’è la vita quando ci si sente “un ospite nella vita di un altro”? Le passeggiate sulla spiaggia, le poche amicizie, l’amore per la nipotina. Quella di Logn è una vita normale, tanto normale che l’amica-scrittrice che la contatta per scrivere un libro sulla sua esperienza non riesce a trovare niente che possa incuriosire il lettore. Chi la vede non immagina la sua sofferenza.
L’attesa dell’operazione che la libererà da un corpo non suo è lunga e dolorosa, ogni volta che passeggia sulla spiaggia Logn ha la tentazione di lasciarsi andare, di affidarsi al vento e alle onde. Ma poi resiste e non si arrende perché vuole “morire da donna”.

una donna

Logn è una donna, è sempre stata una donna. Appena uscita dal Comune dove ha avviato l’iter per il cambio di sesso, con il suo nuovo nome femminile fa una cosa da donna: va “in un negozio di abbigliamento a vedere i saldi”.

Non è la prima volta che Auður Ava Ólafsdóttir racconta il male di vivere, e come sempre lo fa con intensità e delicatezza. Leggendo queste pagine viene in mente Jónas, il protagonista di Hotel Silence, un uomo devastato dal dolore che per suicidarsi prende un aereo diretto in un Paese in guerra, pensando che là sarà più facile morire.
Nella sua galleria di personaggi sempre un po’ fuori dagli schemi come non ricordare la piccola geniale Augustine del Rosso vivo del rabarbaro, il tenero spaesato Lobbi di Rosa candida, o la sognante Hekla di Miss Islanda.
Lo sguardo della scrittrice islandese è centrato sulle persone dolenti, ma senza perdere di vista i grandi temi contemporanei: la difesa dell’ambiente, il rapporto con gli animali, le trasformazioni della società.

 

titolo Dj Bambi
autore Auður Ava Ólafsdóttir
traduzione Stefano Rosatti
editore Einaudi
2026, pagine 150, Isbn 9788806265687

 

altri romanzi di Auður Ava Ólafsdóttir

Rosa candida
Il rosso vivo del rabarbaro
Miss Islanda
Eden
Hotel Silence
La donna è un’isola

 

Assonanze

Fatma Aydemir, Tutti i nostri segreti
C’è silenzio lassù, Gerbrand Bakker
Al mare, Dörte Hansen