Copertina del romanzo Il destino di Mary Rose di Caroline Blackwood edito da Gramma Feltrinelli

Rowan è un intellettuale, uno storico che sta scrivendo una biografia nel suo comodo appartamento di Londra. Ha una relazione con Gloria, indossatrice, giornalista, una donna brillante, ma le cose tra loro non vanno granché bene. Sarà proprio l’idea di cercare una riconciliazione dopo un litigio a spingere Rowan nel negozio di fiori dove lavora Cressida. Cosa abbia visto l’uomo in quella commessa dai lineamenti bellissimi ma insignificante non lo sa neanche lui, comunque la invita a cena e lei accetta. E questa è già la prima dissonanza, la prima di una serie. Dispetto nei confronti della fidanzata (oddio, forse più che fidanzata amante…)? Desiderio di avventura? Noia? Forse un po’ tutto questo, di fatto la ragazza finisce nel suo letto. Un’avventura che si rivela subito squallida e triste.

incontro

Con l’arrivo del taxi che avrebbe riportato a casa la ragazza a Rowan sembrava di poter iniziare a dimenticare questo strano incontro. E invece. Qualche mese dopo l’evanescente Cressida si presenta alla sua porta annunciando che è incinta. Rowan sperimenta in rapida successione rabbia, incredulità, tentativi più o meno goffi di cavarsi da questo impiccio. Pochi giorni dopo capitola: l’avrebbe sposata. Per senso del dovere, per conformismo. Comunque seconda dissonanza. Chi sposerebbe una sconosciuta vista due volte (che ai suoi occhi ha ormai perso anche la minima attrattività)?
Rowen sposa in segreto Cressida e la sistema in un cottage in un paesino del Kent. Nessuno sa del loro matrimonio, né gli amici né i familiari, sembra vivano in tante bolle che non comunicano tra loro (volendo, altra dissonanza). I rapporti tra Rowan e Cressida si limitano a qualche telefonata, e sporadiche visite in cui manifestano l’uno verso l’altra una glaciale cortesia e profonda indifferenza. Tutto è strano, molto strano. Come la loro bambina, la piccola emaciata Mary Rose che la madre colma di attenzioni soffocanti e il padre guarda con distratta insofferenza. Questo nell’Inghilterra degli anni Ottanta.

 scomparsa

Per quanto stramba, quella della strana coppia è una routine. Poi un evento drammatico fa precipitare tutto. Una bambina di sei anni, l’età di Mary Rose, scompare dal villaggio e dopo alcuni giorni viene ritrovata morta. Il timore di un assassino in libertà scatena in Cressida una escalation di timori e reazioni che coinvolgono Rowan, la bambina e altre persone.
Non diciamo di più perché come è ormai evidente si tratta di un thriller (per quanto psicologico) e non vogliamo togliere al lettore il piacere della scoperta. Quello che si può dire è che la trama è avvincente, la psicologia dei personaggi emerge con decisione e si arriva a dubitare di tutto e di tutti.
Caroline Blackwood mostra un uomo fragile e incapace di prendere qualunque iniziativa, una donna disturbata fino alla follia (o forse perfida fino alla vendetta?), un “coro” di vicini e amici che oscillano dal ruolo di impiccioni a quello di coscienza critica.

Il climax da thriller spinge a voltare pagina per scoprire come va a finire, ma l’introspezione psicologica è notevole. Caroline Blackwood, meritoriamente ripubblicata da Gramma Feltrinelli (questo romanzo era uscito nel 1981), spinge il lettore a immaginare ipotesi, riflettere sui confini della follia e  sulla difficoltà di venire a patti con i propri demoni. Certo Cressida si comporta da psicotica, ma anche Rowan non ha reazioni “normali” e nessuno sembra prendere decisioni di buon senso…

Un romanzo breve ma di rara potenza, affilato, lucido, ammaliante. Con atmosfere che ricordano quelle della migliore Shirley Jackson.

 

 

titolo Il destino di Mary Rose
autore Caroline Blackwood
traduzione Isabella Zani
editore Gramma Feltrinelli
Pagg 288, 2025, Isbn 9791256240593

 

assonanze
Abbiamo sempre vissuto nel castello, Shirley Jackson
Dove si nasconde il lupo, Ayelet Gundar-Goshen
La mia Ingeborg, Tore Renberg
Ian McEwan, Cortesie per gli ospiti