
Gabriele è un uomo in crisi. La donna che ama – e che è comunque sposata con un altro – lo lascia definitivamente. L’ultimo romanzo che ha scritto viene respinto persino dalla sua agente letteraria. Il caos, fuori e dentro di sé.
Gabriele è un uomo abituato a lasciar passare i giorni sempre uguali ma questa crisi lo convince che è arrivato il momento di mettere ordine nei suoi pensieri. Per imparare a stare con gli altri e dare un senso alla vita. Ma intuisce che la scrittura non basta, serve un modello, una disciplina che indichi la strada.
Modelli
Quel modello crede di averlo trovato negli esercizi spirituali di Ignazio di Loyola, ma scoprirà presto che siamo agli antipodi del self help. La preghiera mette a nudo, rivela le debolezze, evidenzia i fallimenti. Proprio come succede al protagonista del suo romanzo, che si presenta subito come la versione migliore di se stesso: anche lui si chiama Gabriele, scrive romanzi ma al contrario dell’autore è pieno di certezze e ha successo con le donne. Due “gemelli diversi” che scopriranno come andare a fondo degli episodi della propria vita – veri o immaginati poco cambia – non liberi dal dolore ma semmai aggiunga un peso. E interroga. Come si possono conciliare desideri, errori, pentimento? E come si può trovare una via di salvezza?
Specchi
Lo scrittore in crisi vive le sue ambizioni e le sue relazioni tossiche a Roma, ma nella capitale entra anche in contatto con l’umanità sperduta di un centro per rifugiati, il Ferrhotel, e qualcosa comincia a muoversi. Il clic spirituale però scatta a Bologna, dove partecipa agli esercizi spirituali ignaziani o forse nel centro di accoglienza per rifugiati in Etiopia dove approda quasi per caso. Il gioco letterario è serrato, non è sempre facile capire se siamo nella testa dell’autore o del personaggio, ma poco importa. Nelle giornate di Gabriele e del suo alter ego sembra che alla fine poco cambi. Ma è già cambiato tutto.
Il gioco di specchi tra lo scrittore in crisi e il suo protagonista introduce temi importanti come le derive dell’ego, il difficile equilibrio tra il desiderio di successo e i propri limiti, il bisogno di spiritualità.
La fede, anche quando vacilla, è il pilastro della storia, ma in queste pagine di devoto non c’è granché, certo non nella vita arruffata e “moderna” del protagonista o del suo doppio letterario. Il romanzo, che si presenta nell’elegante veste grafica della rinnovata Frassinelli, è complesso e fuori dagli schemi. Mescola sacro e profano, corpo e spirito.
Fede
L’autore è un ex campione sportivo, dirigente, che per scrivere usa lo pseudonimo di Sebastiano Nata. Nei romanzi precedenti ha raccontato di uomini impigliati in desideri di ricchezza, matrimoni sbagliati, piccole miserie quotidiane. Qui lo sguardo si alza e affronta il desiderio di assoluto in una vita scombussolata. Chi parla di fede nella narrativa contemporanea? In una fase storica in cui farsi il segno della croce è un gesto quasi rivoluzionario, non è facile incontrare uno scrittore che abbia il coraggio di affrontare il sacro. Una grazia, appunto.
titolo Esercizi di Salvezza
autore Sebastiano Nata
editore Frassinelli
pagine 384; 2026, Isbn9788893420969
Assonanze
Quel che ci tiene vivi, Mariapia Veladiano