
Lawrence Osborne è inglese ma da anima nomade qual è ha vissuto in molti Paesi dall’Europa alla Thailandia, dal Marocco agli Stati Uniti. Abile nel ricreare atmosfere esotiche, con i suoi romanzi di viaggio fotografa luoghi e situazioni sempre un po’ fuori dagli schemi. Succede anche con L’estate dei fantasmi, un romanzo del 2017 che vira al thriller ma che rappresenta anche perfettamente e dinamiche sotterranee che si manifestano in un angolo esclusivo del Mediterraneo.
isola
Siamo sull’isola greca di Idra, il paesaggio rurale e il porto zeppo di yacht la rendono la meta ideale per miliardari snob in cerca di vacanze apparentemente spartane. Qualcuno direbbe radical chic. La giovane Naomi Codrington ci passa ogni estate da quando era bambina. Il padre Jimmie, ex proprietario di una compagnia aerea e mercante d’arte, ha una villa sull’isola dove si rifugia con la seconda moglie greca, Phaine, quando è stufo di Londra e delle altre residenze in Italia. A Idra i Codrington passano le giornate bevendo drink, girando in barca, vessando la cameriera greca. Lo scambio con la comunità locale è ridotto al minimo, loro frequentano solo “artistoidi”: intellettuali, miliardari, artisti.
tensioni
“Un’adolescente spezzata non si riaggiusta mai”
Naomi soffre ancora per la morte della madre avvenuta qualche anno prima, non ha rapporti idilliaci con il padre e la sua giovane moglie e si annoia. Fa amicizia con Sam Haldane, una ragazza americana di poco più giovane. Anche lei è qui con la famiglia, il padre è un giornalista piuttosto noto, abitano a New York. Vorrebbero inserirsi nell’ambiente esclusivo dell’isola, ma si scontrano con le sottili discriminazioni di classe (avere una villa agli Hamptons evidentemente per l’upper class inglese non è sufficiente).
Osborne descrive perfettamente l’ambiente in cui si muovono i Codrington e compagnia, un acquario pieno di “magnifiche bestie” per citare il titolo originale (Beautiful animals). Sullo sfondo la Grecia segnata per sempre da una crisi economica devastante, gli ambigui rapporti tra le famiglie delle due ragazze.
incontro
Poi un evento cambia tutto. Le ragazze trovano sul versante abbandonato dell’isola un migrante addormentato, Faoud. Il giovane ha un bell’aspetto, parla diverse lingue, è evidente che non è il classico disperato. Naomi, che si è giocata il lavoro in un importante studio legale a Londra per aver agevolato la posizione di un immigrato in un processo, sembra intenzionata ad aiutarlo. Desiderio umanitario o semplice attrazione? In ogni caso gli porta cibo e soldi, corrompe alcuni pastori per lasciarlo dormire in un capanno. Sam intuisce che l’improvviso altruismo dell’amica nasconde qualcosa, ma si lascia presto distrarre dai drink a bordo piscina.
Le ragazze non ci mettono molto a scoprire che Faoud ha studiato all’estero, ha viaggiato, era ricco ma con i rovesci politici della Siria la sua famiglia ha perso tutto. Lui è scappato attraverso la Turchia e adesso non è che “un fantasma tra altri fantasmi”.
Naomi lo riconosce come appartenente alla sua stessa classe sociale e per aiutarlo a lasciare la Grecia attiva un piano diabolico e improbabile che genererà l’azione – poco credibile ma avvincente – che fa virare la seconda parte del romanzo verso il thriller. Non facciamo spoiler, ma diciamo che l’isola è il luogo in cui tutto deflagra, che mette a nudo desideri e mancanze, progetti folli e avidità.
I fantasmi richiamati dal titolo sono certo coloro che vagano per l’Europa senza identità, ma anche quelli che si presentano alla coscienza delle ragazze. Naomi resta indifferente, solo Sam prova qualcosa di simile al rimorso, ma dimentica subito appena è coinvolta in una nuova storia d’amore.
Un romanzo lucido e spietato che usa il registro della tensione per analizzare i caratteri psicologici e rappresentare le contraddizioni di una società smarrita. Un noir sociologico.
titolo L’estate dei fantasmi
autore Lawrence Osborne
traduzione Mariagrazia Gini
editore Adelphi
2020, pagine 285; Isbn 9788845934933
titolo originale Beautiful animals
Assonanze
Caroline Blackwood, Il destino di Mary Rose
Ian McEwan, Amsterdam
Herman Koch, Villetta con piscina