Ian McEwan ha scritto questo romanzo nel 1981, come lui stesso ha raccontato, dopo aver passato alcuni giorni di vacanza con un’amica a Venezia. La città non viene mai nominata nel romanzo ma è riconoscibilissima e soprattutto il personaggio principale di questo breve racconto. La trama è quella di un giallo e si sviluppa in un crescendo di tensione.
Colin e Mary, una coppia di turisti inglesi, vagano per la città lagunare in una torrida estate degli anni Settanta. Sono una coppia da qualche anno, di loro non si sa molto, solo che lei aveva un marito in precedenza da cui ha avuto due figli di cui sente una blanda nostalgia, di lui si sa solo che è un uomo elegante e molto bello. È proprio la sua avvenenza a far avvicinare un curioso personaggio, Robert. L’uomo, dall’aspetto volgare e dai modi inquietanti, li aiuta a orientarsi tra le calli e li trascina in un equivoco bar. Gli inglesi si ubriacano e sarebbe facile immaginare una comune rapina ai danni di turisti ingenui. Invece McEwan con misurata suspence attrae loro e il lettore in una spirale di vincoli e pericoli. Una ragnatela dalla quale non è possibile liberarsi.
Ospiti o prigionieri
I turisti infatti dopo la serata al bar si risvegliano nudi e confusi in una casa sconosciuta. Qui entra in gioco Caroline, misteriosa moglie di Robert, come loro prigioniera in una casa bella e inquietante. La donna si presenta raccontando soprusi e violenze domestiche ed è proprio questa molla a far scattare la trappola. Dopo aver fatto ritorno in albergo gli inglesi tornano a cercare la misteriosa casa con l’idea di aiutare la “vittima” Caroline. In realtà sembrano soggiogati dal fascino ambiguo dell’anfitrione, che usa mille cortesie per attrarli nella propria rete. La vicenda si svolge e precipita nel giro di poche ore, lasciando spazio a un epilogo drammatico e a parecchie domande.
Ambiguità
Perché la coppia è caduta nella rete? Che cosa voleva veramente Robert e fino a che punto Caroline è una vittima? Ambigua anche la posizione di Mary, alla fine quasi indifferente verso quello che è successo (e che il lettore scoprirà da solo).
La bellezza di Colin è il motore della storia, e per tutto il romanzo nasce spontaneo il collegamento con Thomas Mann di Morte a Venezia. Colin ha la bellezza ipnotica di Tdazio, e Venezia è ancora una volta l’ambiente magico e nebbioso che più assomiglia all’inconscio. Certo la trama è diversa, la morte raccontata da Mann non è “violenta”, non ci sono sangue e coltelli, ma l’atmosfera onirica è la stessa. Come le pulsioni più inconfessabili.
Una delle opere minori di McEwan (ma davvero il grande Ian ha scritto opere minori?) che a distanza di quarant’anni conserva fascino e tensione (e nobilita il genere noir/thriller come pochi).
Una storia perfetta per diventare un film, che infatti è uscito nel 1990
Altri gialli d’autore
Un posto tranquillo, Matsumoto Seichō
Villetta con piscina, Herman Koch
titolo Cortesie per gli ospiti
autore Ian McEwan
traduzione Stefania Bertola
editore Einaudi
pagine 137; 1981, Isbn 9788806174880