Copertina del romanzo Le perfezioni di Vincenzo Latronico pubblicato da Bompiani

La generazione dei nativi digitali raccontata senza sconti. Il romanzo di Vincenzo Latronico racconta i giovani creativi, cresciuti in camerette connesse con il mondo. Ragazzini che hanno imparato prima a programmare in Dos e poi a pagare una bolletta e oggi sono adulti sofisticati e instabili come una connessione in montagna.
Come Anna e Tom, la coppia protagonista del romanzo. Hanno fatto l’Università vicino a casa, ma già con l’obiettivo di spostarsi. La prima tappa è Roma, dove  provano a trasformare passione e competenze informatiche in un lavoro. Oddio, lavoro è una parola grossa: qui si parla di collaborazioni, consulenze, redditi precari da comunicare ai parenti sempre in lordo per non allarmarli. Inevitabile per questi ragazzi cristallizzati in una adolescenza percepita, anche quando navigano  verso la trentina,  il passaggio verso la metropoli più attraente che c’è.  Berlino è la meta di tutti i creativi nati con Internet e cresciuti insieme alla bolla digitale. Nel mondo patinato e spietato delle aziende con sede fiscale dall’altra parte del mondo e scrivanie condivise sembra ci sia posto anche per loro, che usano le immagini per far conoscere business, vendere prodotti e alla fine vivere.

Nomadi digitali

I nativi digitali vivono un eterno presente, senza progetti, senza certezze. Amici incrociati agli eventi, aperitivi, mostre imperdibili da vedere comunque anche se non si sa bene perché, contratti instabili, case provvisorie, relazioni fluide. I viaggi sembrano il vero core business delle loro vite, l’unico progetto sul quale sembrano disposti a investire. Anche Anna e Tom si rianimano solo al momento di prendere il trolley e subaffittare la casa. Partire, il verbo più usato dalla generazione X, non è però la soluzione, neanche per questi ragazzi cresciuti a pane e bit. Piano piano dalle maglie lasche di una vita senza slanci, del sesso tiepido, dei progetti naufragati filtra una insoddisfazione di fondo.

“Se si fossero trovati bene sarebbero rimasti a Lisbona, altrimenti sarebbero andati su un’isola greca o italiana a fare i nomadi digitali” ( pag 109)

Inquietudine

Alla fine questa vita dal layout variabile finisce per avere lo stesso spessore delle immagini, la stessa stabilità di una connessione, la stessa evanescenza dei pixel. Le famiglie d’origine non li capiscono, in fondo non si capiscono neanche loro e non sanno dare un nome a quell’inquietudine che li schiaccia. Inseguono le perfezioni di una vita idealizzata. Non costruiscono, non progettano, non sognano, non si sporcano le mani con niente.

“vivevano in un mondo in cui tutti accettavano una riga di coca ma nessuno faceva il medico o il pasticcere o il tassista o il professore delle medie” (pag 79)

Vincenzo Latronico, che è nato nel 1984 li conosce bene e racconta benissimo il disagio di una generazione e lo fa con un romanzo compatto e fluido, preciso e inquietante. Che ne sarà di questi ragazzi fragili e patinati? Ad Anna e Tom, che di noi boomer potrebbero essere figli, ci si affeziona, ma verrebbe voglia di scrollarli anche un po’ (no, scrollare proprio loro, non lo schermo…).

Alla fine (attenzione spoiler!) le cose vanno a posto in qualche modo, ai ragazzi viene in soccorso la famiglia, le logiche del sud, la rete atavica che non tradisce. Una eredità imprevista si trasforma in business. Sì, ma non vale. Game over

titolo Le perfezioni
autore Vincenzo Latronico
editore Bompiani
Pagine 140; 2022

 

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