Copertina del romanzo Dio della polvere di Mariapia Veladiano edito da Guanda

“Non siete così importanti, sa vescovo. Non così importanti da togliermi la fede“.

Ecco, questa frase che Chiara, la protagonista, pronuncia a pag 110 vale già il libro. Un romanzo in forma di dialogo profondo e coraggioso che affronta uno dei temi più delicati e dolorosi dei nostri tempi: la pedofilia e gli abusi all’interno della Chiesa.

La trama

Chiara è una fisioterapista, una donna che per mestiere si prende cura dei corpi doloranti. Con il  tempo ha imparato anche a interpretare i segni di dolori e ferite che non si possono raccontare a parole. E una violenza indicibile è quella che ha “letto” sul corpo di Luna, una sua paziente adolescente che si è arresa, che per le conseguenze degli abusi subiti da un religioso rifiuta il cibo e le cure.

Indignata e irruente ma soprattutto decisa a non voltare lo sguardo dall’altra parte, Chiara si muove in nome della sua paziente e chiede udienza al vescovo della propria città. Pronta a dare battaglia, incurante dello scandalo, Chiara affronta l’uomo di Chiesa con coraggio e lucidità.

La polvere

Nei lunghi dialoghi che il vescovo le concede emergono i silenzi del passato, gli abusi taciuti all’interno della Chiesa “perché si è sempre fatto così”. Una posizione intollerabile soprattutto per chi, come Chiara è davvero credente. E legge nella blanda, scontata,  condanna del vescovo l’ennesimo tradimento. A chi ricopre quel ruolo (o esercita quel ministero) non basta essere una “brava persona”. Lo scandalo di chi copre con la polvere della menzogna gli abusi non ha bisogno di generico sdegno ma di indagine seria e ammissione di colpa. Solo in questo modo per le vittime può esserci giustizia e forse perdono (ma “Spero Dio non perdoni” dice Chiara a pag 179).

Mariapia Veladiano, che ha studiato teologia ed è credente, ha scritto un romanzo non “contro” la Chiesa, ma un libro “per” la Chiesa. Un testo apparentemente semplice, ma intenso e costruito su una salda conoscenza delle Scritture, quasi una requisitoria che non ha come controparte la dottrina o la fede ma l’inadeguatezza di parte del clero. Forse non il suo libro più bello, ma certo il più coraggioso e appassionato.

 

 

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