
Un racconto asciutto, misurato, che testimonia con pudore tutto orientale il declino della madre visto attraverso gli occhi del figlio.
Il romanzo è composto da tre racconti che fotografano in momenti diversi la decadenza di una donna anziana. Attraverso l’esperienza del figlio, lo scrittore giapponese scomparso nel 1991, e dei suoi fratelli e sorelle si ricompone anche il delicato rapporto filiale e le tradizioni recenti.
Declino
I nipoti, con la disarmante brutalità dei giovani dicono che ” la nonna si è guastata” perché il suo fisico e la sua mente sono ormai “un meccanismo rotto”. Il declino raccontato è quello comune a tanti anziani che cominciano a cancellare i ricordi di decadi passate, fino a recuperare i ricordi dell’infanzia, lontani eppure vicinissimi. Una sorta di regressione, che si riflette anche nel fisico, sempre più “da bambino”.
Tradizioni
Il romanzo, che è uscito la prima volta nel 1975 e si riferisce al decennio precedente, racconta la cura dei genitori anziani, la vita quotidiana all’interno delle famiglie, il rapporto tra città e campagna e le cerimonie di congedo, dal funerale alla cremazione. Un racconto che affrontando temi universali fa conoscere molti aspetti della la società nipponica.
“Alla scomparsa di mio padre incominciai a pensare alla mia morte come a un evento non più remoto. Ma la distesa dell’oceano della morte era per metà nascosta dalla presenza di mia madre, che godeva ancora di buona salute:quando avessi perso anche lei, tutti gli schermi frapposti fra me e la morte sarebbero crollati, e la morte mi si sarebbe presentata con una lievità una compiacenza a me prima ignote” (pag 21)
Titolo Ricordi di mia madre
autore Inoue Yasushi
traduzione Lydia Origlia
editore Adelphi
pagine 150, 2010, Isbn 9788845922862