
Se “la giovinezza è un’arte, ci vuole tempo per acquisirla” e i libri aiutano, eccome se aiutano. Amélie Nothomb al fascino della letteratura ha dedicato questo piccolo romanzo uscito qualche anno fa.
Ange, brillante studentessa, fatica a inserirsi nell’ambiente universitario, non ha amici e condivide l’appartamento con una coinquilina odiosa. Sarà per questo che quando conosce Pie, un ragazzo introverso, che il padre definisce dislessico, non si stupisce più di tanto. Piuttosto è la famiglia del ragazzo a mettere i brividi: ricchi, distratti, ma con la mania del controllo.
Ange accetta di dare ripetizioni alo svogliato Pie e sceglie per lui una “terapia d’urto” proponendogli la lettura di capolavori come Il rosso e il nero, l’Iliade…
“Vivevamo in un’epoca ridicola in cui imporre a un ragazzo di leggere un romanzo per intero era visto come una violazione dei diritti dell’uomo”
Dopo una prima fase di reticenza Pie si entusiasma e attraverso le pagine dei classici impara a prendere il volo come le amate mongolfiere. Questo lungo racconto surreale e simbolico, come nella cifra della scrittrice, è centrato sul potere della letteratura. Ricco di simboli, un un certo senso può anche essere letto come romanzo di formazione: l’affrancamento dai genitori, l’incomunicabilità degli adolescenti, gli amori sbilanciati e infelici.
Troppa melassa? Niente paura, la svolta noir del finale conferma il talento per il grottesco dell’eccentrica scrittrice belga.
la frase: “gli zeppelin sono fragili, costosi, ingombranti. Ma sono talmente belli, sembrano balene volanti, così silenziosi e leggiadri. Per una volta che l’uomo ha inventato qualcosa di poetico!”
titolo Gli aerostati
autore Amélie Nothomb
traduzione Federica Di Lella
editore Voland
pagine 120; 2021