
Non avevo nessuna voglia di leggerlo. Infatti la copia è rimasta a lungo in attesa nello scaffale delle buone intenzioni. Poi, complice un gruppo di lettura (sempre occasioni preziose!) mi sono decisa a prenderlo in mano ed è stata una bella sorpresa. Il romanzo è uscito nel 1999 negli Usa, ha una struttura a racconti dove l’ultimo è quello che dà origine al titolo e quello in cui l’autrice si gioca l’invenzione letteraria e sintetizza in un certo senso la sua riflessione: funzionano le istruzioni per i sentimenti?
La provincia
Ma andiamo per ordine. La protagonista è Jane, che incontriamo nel primo racconto ancora bambina. La tredicenne Jane vive in provincia e comincia a riflettere sulle relazioni sentimentali (degli altri), annusa la vita. Nei racconti a seguire seguiamo la sua crescita personale, sentimentale e professionale. Arriveranno le vacanze disastrose con un fidanzato che la porta a casa di una ex, i goffi tentativi di seduzione, le storie che traballano, le insicurezze, insomma tutto il repertorio di un apprendistato sentimentale non proprio brillante.
La scoperta di New York
In Vecchio mio, uno dei racconti più interessanti, Jane è ormai una giovane donna e trascorre l’estate a New York a casa della zia Rita, una donna molto bella ed eccentrica (Zia Meme!). La zia è anche una scrittrice che frequenta un ambiente di artisti, editor, intellettuali che naturalmente affascinano l’insicura e provinciale nipote. In quella estate di formazione Jane conosce Archie, famoso editor e sciupafemmine che ha quarant’anni più di lei. Lo incontrerà di nuovo anni e racconti dopo, e con lui costruirà una delle sue relazioni più sbilanciate (se qualcuno ha letto Asimmetria…).
L’insicurezza e le regole
I racconti procedono in successione cronologica e illuminano momenti importanti della vita di Jane: sfilano le delusioni, le amicizie, le storie che non funzionano e soprattutto l’insicurezza di una giovane donna che non riesce ad avere una vita sentimentale stabile. L’illuminazione arriva con l’ultimo racconto: per imparare a gestire le relazioni serve un manuale. E qui c’è la trovata più simpatica del libro: non solo Jane per conquistare lo sfuggente Robert segue le regole esposte nel Manuale di caccia e pesca per ragazze, ma interiorizza a tal punto i consigli delle autrici da “sentire” le loro voci durante gli appuntamenti. Basterà tutto questo a conquistare “quello giusto”?
Il libro è godibile, la scrittura ironica, il tema apparentemente leggero. Tornano, in versione anni Novanta, i temi eterni della scrittura sentimentale con qualche variabile nuova. Più che il matrimonio l’obiettivo è un rapporto stabile. Una ragazza può fare il primo passo, anche se è una mossa strategicamente discutibile. E poi c’è la novità della gelosia professionale: le ragazze si stanno affermando nel lavoro e scatta la molla della competizione. Anche Jane è diventata editor: quanto ha pesato nella relazione con Archie il fatto di fare lo stesso mestiere?
La scrittrice
Melissa Bank, che è scomparsa nel 2022 a soli sessant’anni, ha lavorato nell’editoria e pubblicato diversi racconti ma è con questo titolo (tradotto in 30 lingue) che è arrivata al successo. Per l’argomento è stato subito avvicinato alla letteratura sentimental-ironica, fino a essere considerato il capostipite del filone chick-lit di cui avremmo molto sentito parlare negli anni successivi.
Ma forse hanno visto più lontano i critici che l’hanno avvicinato alla letteratura minimalista (Carver, Cheever…) capace di raccogliere un mondo in una frase. Sicuramente l’intenzione della Bank era andare in profondità, altrimenti non ci avrebbe messo quindici anni a completare il Manuale.
titolo Manuale di caccia e pesca per ragazze
autore Melissa Bank
traduzione Marcella Maffi
editore Accēnto
2022, pagine 250, Isbn 9791281055001
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