
Famiglia, ipocrisia, potere, delitto. Sono gli ingredienti di questo romanzo lucido e inquietante, che racconta una storia attuale.
“Chi sono questi ragazzi, sembravano domandarsi le immagini al rallentatore, unite alla musica inquietante. Cosa fanno, lo sappiamo. Ma chi sono?” (pag 134)
Serge Lohman, politico in ascesa, candidato premier olandese, con la moglie Babette. Paul, fratello più giovane (e di minor successo) di Serge con la moglie Claire si trovano al ristorante. Potrebbe essere una cena qualunque, ma c’è nell’aria qualcosa di elettrico. Mentre i camerieri sfilano con deferenza al tavolo con l’ospite di prestigio la voce narrante (Paul) ci fa subito sospettare che ci sia qualcosa che non va. Eccome se c’è.
Le due coppie hanno figli adolescenti, Rick e Michael. Il futuro ministro ha anche un figlio adottivo che i ragazzi chiamano Faso, facendo riferimento al Paese di provenienza, il Burkina Faso. E già questo dice molto.
Bugie e silenzi
La trama, incalzante, procede con i piatti del menù, a ogni portata la spirale si stringe ma già all’antipasto è chiaro che l’apparenza inganna. Tra bugie e non detti, viene fuori che i ragazzi (e poi si vedrà con quale responsabilità) hanno commesso un crimine. Hanno aggredito una senzatetto che dormiva in un punto bancomat. Infastiditi dalla sua presenza le hanno dato fuoco e intanto riprendevano la scena con il cellulare. La donna è morta, i responsabili non sono stati individuati nonostante le indagini.
Qualcuno però ha messo on line il video dell’aggressione, i genitori lo hanno visto e da alcuni particolari hanno riconosciuto i figli.
Paure
A nessuno viene in mente di denunciare, non una parola sulla gravità di quello che è successo. Tutte le preoccupazioni ruotano attorno alla carriera politica di Serge, al buon nome della famiglia, a come fare per non “rovinare il futuro dei figli”. Nessuno censura i ragazzi, anzi vengono protetti: il problema non è quello che hanno fatto, ma come nasconderlo.
“Non è successo niente. Non è stato arrestato nessuno. Non ci sono nemmeno sospettati. Soltanto noi sappiamo che cosa è successo. È decisamente troppo poco per sacrificare il futuro di due ragazzi di quindici anni” (pag 207)
Violenza
La cena procede lasciando emergere l’assenza totale di empatia, l’educazione irresponsabile, l’attrazione per la violenza (un aspetto che accomuna Paul e il figlio). Al dessert spunta fuori anche un ricatto da parte del figlio adottivo, a completare il quadro di una famiglia marcia e feroce dove nessuno è innocente, qualcuno (come la delicata Claire) semplicemente più vendicativo e determinato a risolvere “la cosa” in famiglia. Raggelante.
Uscito nel 2009 in Olanda è diventato presto un bestseller internazionale. Nel 2017 è uscito il film The dinner, ispirato al romanzo.
titolo La cena
autore Herman Kock
traduzione Giorgio Testa
editore Neri Pozza
2010, pagg.256; Isbn 9788865590010
Assonanze
Herman Koch, Villetta con piscina
Dove si nasconde il lupo, Ayelet Gundar-Goshen