Copertina del libro Parla, ricordo di Vladimir Nabokov edito da AdelphiConfesso di non credere nel tempo. Dopo l’uso mi piace ripiegare il mio tappeto magico“.
Leggere le pagine della sua autobiografia è un po’ come salire su un tappeto magico. Vladimir Nabokov con grazia e ironia rievoca momenti che ci portano nella sua leggendaria infanzia, trascorsa nella Russia pre rivoluzionaria. Lo scrittore, che era nato a San Pietroburgo nel 1899 (morirà nel 1977), apparteneva a una ricca famiglia aristocratica. Il nonno paterno era stato ministro, quello materno un facoltoso industriale. Il padre era un influente politico liberale che fu ucciso in un attentato ma che riuscì a garantire ai figli una educazione occidentale.

Mentre rientro nel mio passato, mi si fa incontro uno stupefacente corteo di bambinaie e governanti inglesi”

L’infanzia dei ragazzi Nabokov all’inizio del Novecento è una lunga estate di giochi, letture, escursioni nei boschi di betulle, piccole scoperte naturalistiche. Nabokov è uno scrittore “di frammenti” ed è attraverso tanti piccoli ricordi che ricostruisce un mondo perduto. Come molte altre famiglie nobili con la rivoluzione anche i Nabokov lasciano la Russia e trovano rifugio in Europa. Vladimir studierà a Cambridge con uno dei fratelli prima di trasferirsi in America, negli anni Quaranta.

Che cosa proverei veramente nel rivedere i miei luoghi di un tempo davvero non riesco a immaginarlo

Nabokov non è più tornato in Russia, ha vissuto la maggior parte della sua vita negli Stati Uniti, dove ha insegnato letteratura, ha scritto i suoi romanzi più noti e anche questa autobiografia (tra il 1949 e il 1951). Eppure in qualche modo ci porta nelle tenute della sua infanzia, nelle case piene di precettori e bambinaie, nelle escursioni lungo il fiume, nelle abitudini di una famiglia colta e aperta (“Mio padre ritenne giusto farmi frequentare una scuola che si distingueva per i suoi principi democratici, per il suo orientamento contrario alle discriminazioni in nome del rango, della razza e delle credenze religiose“).
Delle grandi proprietà nel Paese d’origine non ha conservato nulla, dalla Russia, amava dire di aver “salvato solo la lingua”. E la nostalgia di un tempo che non esiste più, ma che sa ricostruire perfettamente in queste pagine. Attraverso i dettagli, riproposti così come si presentano alla memoria senza il vincolo di una scaletta temporale, condivide con il lettore la passione per le farfalle, le passeggiate con Tamara, la primavera sulla Prospettiva Nevskji. Magico Nabokov.

 

 

titolo Parla, ricordo
autore Vladimir Nabokov
traduzione Anna Raffetto
editore Adelphi
pagine 364, 2010, Isbn 9788845935282

 

Assonanze

Kolchoz, Emmanuel Carrère, Adelphi
la lingua salvata, Elias Canetti, Adelphi
Lessico famigliare, Natalia Ginzburg, Einaudi
Il mago, Colm Tóibín
The master, Colm Tóibín