Copertina del libro Anime baltiche di Jan Brokken pubblicato da IperboreaCi sono molti modi di viaggiare, e molti mezzi. Ci si sposta per conoscere altre culture e incontrare altre persone, altre “anime”. E poi ci sono i viaggi che si compiono senza muoversi, approfittando delle opere d’arte, della letteratura. Jan Brokken riesce a fare una sintesi di tutto questo nei suoi romanzi difficili da definire.
Anime baltiche è un reportage affascinante che attraversa la storia, i tormenti, le vicende di artisti geniali e di persone comuni che hanno in comune l’aver vissuto tra Lettonia, Estonia, Lituania. Un po’ diario di viaggio (bastano pochi accenni per farci sentire l’atmosfera di quella strada o di quel caffè) un po’ memoria storica e indagine sociologica.

In queste terre strette tra Europa, Russia, Penisola scandinava sono vissuti personaggi straordinari. Qui attraverso le parole di Brokken si incontrano ancora Romain Gary, o almeno una delle sua molteplici identità, il pittore Mark Rothko, la filosofa Anna Harendt ma anche la giovane Loreta Asanavičiūtė, vittima delle manifestazioni di indipendenza dalla Russia nel 1988.

filologo dei luoghi

Brokken ha la capacità di entrare in un luogo e uscirne con la sua storia in mano. Con Il libraio di Riga, uno dei capitoli più intensi, ricostruisce la storia di Jānis Roze, importante libraio ed editore lettone del Novecento. Intorno alle librerie gira  sempre “un certo tipo di gente, come farfalle intorno ai fiori: studenti, scrittori, poeti, filosofi, giornalisti di radio e televisione non non del tutto ortodossi, professori amanti della libertà”. La sua vicenda fa capire come il sistema della censura e i “trucchi” dei librai siano una testimonianza storica delle trasformazioni che hanno portato alla disgregazione del blocco sovietico.

In queste terre sono nati, hanno vissuto, sono scappati, musicisti (il violinista Gidon Kremer) ballerini (Michail Baryšnikov) e personaggi comunque straordinari.

Può capitare in un grigio pomeriggio invernale di incrociare dopo una lezione di yiddish, un tipo come Dovid Katz, in compagnia di un’amica che – guarda un po’ – è parente di una donna che è stata bambinaia di Romain Gary. Ripercorrere la biografia, non si sa mai quanto vera, dello  scrittore (e anche mille altre cose) che è nato come Roman Kacev a Vilnius e poi si è trasformato come un camaleonte in mezza Europa per sfuggire ai propri demoni è un viaggio nel viaggio.

Storia tormentata

L’anima baltica è sofferta, indipendente. La storia non è stata clemente con questi territori, prede ambite fin dai tempi della Prussia, attraversati da mille culture e mille lingue, stretti tra il gelo del nord e la solarità del sud. Questi Paesi sono sempre a rischio, anche oggi che sono Europa. Non c’è più la città prussiana di Königsberg dove nacque Hanna Harendt, nel blocco d’ambra di queste terre tormentate. Oggi quella la città si chiama Kaliningrad e si impegna a diventare la Hong Kong del nord tra tavolini all’aperto, commerci e studenti. Che viaggio.

 

 

titolo Anime Baltiche
autore Jan Brokken
traduzione Claudia Cozzi e Claudia Di Palermo
editore Iperborea
pagine 510; 2014, Isbn9788870915358