Copertina del romanzo Il diario di Jane Somers di Doris Lessing pubblicato da Feltrinelli

Doris Lessing ha pubblicato questo romanzo nel 1983. L’Inghilterra era in piena era Tatcher, il mondo scopriva il lusso, la moda ma anche i disordini sociali, la violenza negli stadi. E l’ipocrisia di una società opulenta che nasconde la polvere sotto il tappeto. Questo mondo delle apparenze la scrittrice lo mette all’angolo con una mossa geniale. Lei era già Doris Lessing, famosa e apprezzata avrebbe potuto pubblicare qualunque testo senza difficoltà. Certo anche questo romanzo impetuoso e urticante, una prova di autoanalisi e di critica sociale scomoda e amara. Ma lei lo fa arrivare all’editore in forma anonima e con uno pseudonimo, Jane Somers, e infatti viene respinto. Quando rivelerà il trucco critici e pubblico si affanneranno a celebrarlo. Come volevasi dimostrare.
Ho letto questo romanzo verso la fine degli anni Ottanta, ed è sempre rimasto con me. Riletto trent’anni dopo ho anche capito meglio perché è tra le mie letture importanti.

La trama

Londra, inizio anni Ottanta. Jane Somers, che i pochi amici chiamano Janna, è una donna attraente e di successo. Ha un lavoro prestigioso in una rivista di moda, un marito e una vita sociale brillante, una bella casa, nessuna preoccupazione per il futuro che non sia prendersi cura in maniera ossessiva del proprio aspetto. Alla vigilia dei cinquant’anni però qualcosa si rompe. La breve malattia e poi la morte del marito – e a breve distanza anche della madre – le impongono una riflessione. Che cosa sta facendo della sua vita? Janna capisce che è il momento di cambiare. Vende la bella casa, si stufa di collezionare relazioni superficiali e viene colpita da un annuncio sul giornale che cerca “buone vicine” per fare compagnia a vecchiette sole. Come tutte le persone che si avvicinano al volontariato per riempire un vuoto, capisce subito che non è la sua strada. Però l’incontro casuale in una farmacia con una vecchietta in difficoltà la risucchia suo malgrado in un vortice esistenziale che cambierà profondamente entrambe.

So che in ogni strada ci sono almeno una dozzina di vecchi e vecchie che riescono appena a sopravvivere, da soli, e che a un certo punto non ce la fanno più; che sognano i figli, le figlie o i nipoti lontani. Chiunque decida di stabilire un rapporto con lorodeve fare attenzione! Perché è facile essere risucchiati in quel vuototerribile, si è in trappola prima di rendersi conto di quello che sta succedendo ” (pag 149)

Critica sociale

Maudie Fowler è una novantenne poverissima e sola ma dal carattere impossibile. Janna però non riesce a sottrarsi al magnetismo di una donna alla deriva. Il romanzo è il racconto in forma di diario di un duello durato mesi tra una donna che mette in discussione la sua vita patinata alla ricerca di un senso e un’anziana abituata a non aspettarsi niente dagli altri. Le lunghe descrizioni del degrado in cui si dibattono gli anziani inglesi costretti a misurare ogni scellino, persone fragili dipendenti dagli scarsi servizi degli operatori sociali o dai volontari, terrorizzati dai ricoveri coatti rimandano a scenari dickensiani anche se siamo nella seconda metà del Novecento. Ma è nell’analisi impietosa che Janna rende della sua vita, dei suoi amanti, delle sue aspirazioni che emerge il degrado più evidente dei fantastici anni Ottanta. Anni vuoti, senza slancio, senza ideali.

Doris Lessing affonda nelle miserie di un’epoca (che certo non è unica), smaschera finzioni sociali e scrosta il buonismo come la buona vicina improvvisata Janna fa con lo sporco sedimentato sul linoleum della misera casa di Maudie. Ma soprattutto racconta un incontro tra due persone in crisi, un’amicizia che riempie la vita quando è vera.

La lettura del romanzo offre diverse prospettive. C’è la critica sottotraccia al sistema assistenziale, alle logiche economiche, alla disgregazione dei rapporti interpersonali. Tutto senza “alzare la voce”, ma con una prosa lieve e affilata. E poi i personaggi. Impossibile dimenticare l’impacciata “discesa in campo” della vanitosa Janna ma neanche la furiosa vitalità di Maudie.
Un romanzo che resta, eccome se resta.

 

 

titolo Il diario di Jane Somers
autore Doris Lessing
traduzione Marisa Caramella
editore Feltrinelli
pagine 255, 1986, Isbn 8807013177
titolo originale The Diary of a Good Neighbour

 

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