Copertina del romanzo Ripetizione di Vigdis Hjorth edito da Fazi

Ci sono eventi banali che si trasformano in illuminazioni inaspettate. Succede alla protagonista di questo intenso romanzo di Vigdis Hjorth.

La protagonista è una scrittrice sessantenne che vive a Oslo. Una sera, per fare piacere a un’amica musicista assiste al concerto di Natale in una sala della propria città. Accanto a lei in platea sono seduti due genitori con la figlia adolescente. Non li conosce, ma si trova ad osservare il loro comportamento e soprattutto il fastidio della ragazza nel dover assistere a uno spettacolo non gradito. Un piccolo gesto, uno sguardo e nella matura scrittrice si apre una finestra sulla memoria remota.

Ricordi

Improvvisamente nella sua testa quel gesto aggancia una “cella” che credeva dimenticata, la vita nella sua famiglia durante l’adolescenza, le ossessioni della madre che la controllava a vista, terrorizzata dal fatto che  come tutte le adolescenti potesse fare sesso o ubriacarsi. La ragazza, come le coetanee di tutto il mondo in effetti va alle festa, frequenta di nascosto ragazzi con la complicità delle amiche. In una di queste occasioni conosce un coetaneo che le piace, ma con il quale, per inesperienza di entrambi, non riesce a combinare niente. Tornata a casa si diverte a scrivere sul proprio diario l’incontro  che avrebbe voluto vivere ma che ha vissuto solo nella propria fantasia. La madre, che come tutte le madri legge di nascosto il diario della figlia, crede che si tratti di cose veramente successe e mostra lo scritto al padre che, sconvolto, si allontana da casa.

Senso di colpa

Si scatenano una serie di eventi apparentemente inspiegabili e di gravità sproporzionata rispetto ai fatti. Perché l’uomo si sente in colpa? Perché la madre incolpa la figlia di questo crac famigliare? E soprattuto che cosa nascondono le ossessioni della madre? L’incontro con gli sconosciuti costringe la scrittrice a riflettere dopo mezzo secolo su quei fatti lontani. Improvvisamente comprende quello che le è successo e che la sua memoria ha finalmente “liberato”. E’ stata abusata da bambina, la madre lo sapeva e ha sempre temuto che questa iniziazione la spingesse sulla strada sbagliata. In realtà, coprendo il responsabile, la madre ha compiuto una ulteriore violenza sulla figlia. Oltre a rovinare il loro rapporto.

La trama è fluida, la storia è un flusso di memoria che si legge con facilità ma che rivela un nocciolo durissimo. La prosa della scrittrice scandinava (come nello stile della letteratura nordica) è precisa e non prevede sconti, come si addice al tema fortissimo.

La frase: “Avvertivo la paura e la paura di avere paura, perché l’ansia di mia madre si era ormai insediata per sempre dentro di me e mi avrebbe reso ansiosa come lei” (pag. 35)

“Il contraccolpo che quell’evento mi inflisse, il dolore in cui mi gettò si sarebbero rivelati solo un assaggio, avrebbero seminato in me un seme, mi avrebbero messo sulle tracce del mio vero trauma, perché capivo intuitivamente, lo capivo con il corpo, che quanto era accaduto era la conseguenza di qualcosa di precedente, che in me albergava qualcosa di pregresso di cui non ero a conoscenza, che mi era stato volutamente tenuto nascosto ma che al contempo sapevo, mi resi conto che quello che percepivo erano le scosse di un terremoto antecedente che non avevo ancora riconosciuto e compreso” (pag. 114)

 

altri libri della scrittrice norvegese
Lontananza
Eredità

famiglia e dintorni
L’altra figlia, Annie Ernaux
Demon Copperhead, Barbara Kingsolver
Nudo di padre, Rossano Astremo

 

titolo Ripetizione
autore Vigdis Hjorth
traduzione Margherita Podestà Heir
editore Fazi
2025, pagine 144
Isbn 9791259675699