
Il malbianco è un parassita che senza un perché infesta i tronchi degli alberi e che può far ammalare foreste intere. Marco Petrovici, un quarantenne pugliese che vive a Berlino, comincia ad avere una serie di disturbi che nessuno sa spiegare. Marco intuisce che il suo “malbianco” ha radici che vengono da lontano e per curarlo decide di tornare in Puglia nella casa nel bosco dove vivono ancora gli anziani genitori.
Radici
“La guerra, le migrazioni, i grandi eventi che sconvolgono le vite di tutti, ferite che si tramandano di generazione in generazione come i nomi che vengono dati ai figli” (pag 215)
Il percorso di conoscenza di Marco comincia da quel cognome insolito, che fa pensare a origini straniere, e dal nome ereditato da un avo di cui nessuno vuole parlare. La ricerca prosegue tra ricordi di famiglia, sogni, un vecchio diario ritrovato per caso e le reticenze dei genitori. La ricostruzione delle origini dei Petrovici porta in primo piano il nonno Demetrio, che con il fratello Vladimiro è tornato devastato dalla campagna di Russia, la bisnonna Addolorata e la zia Ada, testimone di altri dolori famigliari e di ferite mai davvero rimarginate. Un tema interessante è quello della scelta del nome di battesimo, che non è mai del tutto neutra. La bisnonna Addolorata infatti quando ha dato ai figli i nomi degli uomini con cui li ha generati forse cercava di mantenere un legame, ma ha caricato sulle spalle dei bambini delle storie più grandi loro (“i nomi possono trasmetterci dei messaggi, dei segreti, delle proiezioni” pag 215).
Memoria
Un romanzo complesso, lirico, che alterna passato e presente, memoria e finzione. Desiati scrive benissimo una storia di fantasia che affonda le radici in un passato reale (accurata la ricostruzione dei momenti storici, a tratti persino un po’ invadente) ma soprattutto indaga nella psiche dei suoi personaggi e dimostra di avere gli strumenti psicoanalitici e culturali per farlo.
La frase: “Le cose che ignoriamo diventano fantasmi, e i fantasmi non sono un lenzuolo bianco che si muove in una stanza buia, ma appaiono sotto forma di comportamenti, a volte angosce,incubi soffocanti, sogni e sintomi.I fantasmi sono preoccupazioni inconsce che non sono mai state coscienti. Ora so qualcosa in più, coi miei fantasmi sento di poterci convivere con meno paura e dunque meno dolore” (pag 254)
titolo Malbianco
autore Mario Desiati
editore Einaudi
pagine 400; 2025; Isbn 9788806264772
famiglia, radici, dolori antichi:
Aria di famiglia, Alessandro Piperno
Nudo di padre, Rossano Astremo
Famiglie da leggere
Io sono del mio amato, Annick Emdin