Klara ci guarda dalla vetrina e quello che vede non deve essere bello. Klara è un AA, un amico artificiale, un androide progettato per fare compagnia agli adolescenti in un futuro non troppo lontano. Non è l’ultimo modello, ma è abbastanza sofisticato per analizzare tutto quello che entra nei riquadri del suo campo visivo, per conversare di qualunque argomento con gli umani e sperare di essere acquistato. Se nessuno vorrà portarlo a casa la sua “esistenza” perderà progressivamente di valore accorciando il momento in cui finirà in un magazzino di pezzi di ricambio.

Sentimenti

Nell’attesa Klara confida nel Sole, che vede sorgere e tramontare tra i palazzi davanti al negozio dove “abita” in una non specificata grande città, in una società che apparentemente non è molto diversa da quella che conosciamo. Il giorno che la quattordicenne Josie dalla vetrina punta il dito verso Klara è gioia grande. Josie è una ragazzina sensibile e malata, la madre è molto concentrata sul proprio lavoro e l’unico amico è un ragazzino come lei “non potenziato”, quindi escluso dai coetanei più brillanti a scuola.  Nella casa isolata le giornate sarebbero molto noiose senza la presenza di Klara, che impara tutto in fretta, registra nei suoi circuiti e sembra stabilire un legame vero con la ragazza. La situazione precipita quando le condizioni di salute di Josie si aggravano. Proprio quando si fa concreto  il rischio che Josie possa non guarire i sentimenti “artificiali” di Klara si innalzano su quelli di una umanità che sembra aver smarrito ogni valore. La madre, accecata dal dolore, pensa di sostituirla un clone. L’androide, addolorata, si appella a quella che considera una divinità: il Sole. Nei circuiti dell’androide la scintilla dell’umanità è scattata.

le frasi
dialogo tra La Madre e Klara: “A volte deve essere bello non avere sentimenti: Ti invidio.
Ci pensai e dissi: Io credo di avere tanti sentimenti. Più cose osservo, e più acquisisco accesso a nuovi sentimenti” (pag. 88)

 

” Tu credi al cuore umano? Non intendo semplicemente l’organo, è ovvio. Parlo in senso poetico. Il cuore umano. Tu credi che esista?” (pag. 191)

Umanità

La favola distopica di Kazuo Ishiguro torna sui temi già esplorati di Non lasciarmi, anche in questo caso si parla di umanoidi  ma al servizio  più che della sopravvivenza della performance. Solitudine, senso di onnipotenza, trascendente, conoscenza confusa con la cultura e naturalmente intelligenza artificiale. Sono tanti i temi che affiorano nella trama di questo intenso romanzo che spesso viene catalogato come “fantascienza” ma che vedrei meglio iscritto alla voce “amore”. Lo scrittore premio Nobel lo ha scritto nel 2021, e ancora di AI si parlava come di qualcosa di bizzarro e lontano. Il romanzo lo avevo letto appena uscito e mi era piaciuto. Riletto quattro anni dopo, mette i brividi.

titolo Klara e il sole
autore Kazuo Ishiguro
traduzione Susanna Basso
editore Einaudi
pagine 280, anno di uscita 2021

Altri romanzi di Ishiguro
Non lasciarmi
Quel che resta del giorno

Su questi temi
Macchine come me, Ian McEwan
Sea Paradise, Eleonora Lombardo
Perché l’America, Matthew Baker