Copertina del romanzo Onnazaka di Fumiko Enchi edito da Giunti

Se c’è un romanzo che fotografa con precisione una società (il Giappone dell’Ottocento) e la condizione della donna questo è Onnazaka Il sentiero nell’ombra. Già il titolo è illuminante: Onnazaka significa “sentiero nascosto”, il vialetto separato e nell’ombra che conduceva ai templi e che era riservato alle donne. Il romanzo è stato pubblicato nel 1949 in Giappone e arrivato in Italia solo nel 1987, l’anno successivo alla scomparsa della scrittrice. Sorprende per la modernità della scrittura e l’attualità del messaggio. Non è un caso che il romanzo sia stato ripubblicato di recente dalla casa editrice Safarà, con traduzione di Lydia Origlia. Si potrebbe definire un testo femminista, se parlare in questi termini avesse ancora senso. Comunque un ritratto preciso e spietato della condizione della donna nella società imperiale dell’Ottocento e soprattutto il disvelamento di una mentalità che va ben oltre l’epoca narrata e può parlarci ancora oggi.

Mogli e concubine

La vicenda si svolge lungo un arco di trent’anni, dalla fine 800. La protagonista è Tomo, moglie legittima di Yukitomo, un funzionario governativo, uomo senza scrupoli assetato di potere e di sesso. Con una pratica che l’epoca considerava legittima l’uomo decide di prendere una concubina e incarica proprio la moglie di andarla a “scegliere” tra le fanciulle in fiore del suo territorio. Tomo esegue il compito, in pratica compra una ragazza da una famiglia povera che non osa ribellarsi al signore, la bella e giovanissima Suga. Tomo esegue, ma già si apre una prima crepa nella sua visione del mondo.

Le pareva un’infamia. Concedere a un uomo che aveva provato ogni genere di piacere, più vecchio di due dozzine d’anni, una fanciulla che avrebbe voluto continuare a giovare con le bambole. E anche i genitori erano consenzienti. Se non l’avessero offerta come concubina, se non avessero dato in cambio il corpo fresco di Suga, non avrebbero potuto assolutamente procurarsi il denaro per sostenere la famiglia” (pag. 37)

Basta una frase e già è chiaro il sistema di connivenze e immoralità dell’epoca. Altro che medioevo.

Denuncia sociale

Il romanzo procede con la descrizione – mai banale e mai ridondante – della vita in una casa signorile dell’epoca, la difficile condivisione del talamo, la ragnatela di privilegi e nefandezze (il brutale Yukitomo non conosce limiti) e in parallelo di quella che si direbbe la presa di coscienza di Tomo.
Quel marito non poteva essere l’oggetto del suo amore, quella vita era falsa e squallida” (pag. 50)

Proprio il progressivo disincanto di Tomo, l’analisi spietata degli altri personaggi che gravitano nella casa (altre concubine, figli, servitori…), lo sfondo sociale con un sistema che sta cambiando, ne fanno un racconto lucidissimo e acuto. Cosa si nasconde dietro la maschera da gheisha di queste donne costrette ad accogliere con un sorriso le attenzione di mariti sprezzanti? Le rigide gerarchie sociali, la mancanza di etica ed empatia, la cultura  maschilista da samurai sono visibili in filigrana nel racconto. E questi sono temi ricorrenti di tutta l’opera di Fumiko Enchi.

Riflessione

I tempi iniziano a cambiare anche in Giappone e verso la fine del racconto, quando Tomo è ormai malata (e siamo già nel Novecento) e la sua riflessione si fa più straziante.

Tutto quello per cui aveva sofferto, si era impegnata, che era riuscita a conquistare nell’angusto limite della sua vit, di cui aveva affidato la chiave alcuni decenni prima nelle mani di Yukitomo, era un mondo racchiuso entro mura invalicabili, solide e massicce… In ciò che, in una parola, si riassume nel nome di ‘famiglia’. Ma l’inutilità di quella vita in un certo senso artificiale in cui aveva sprecato la sua forza e la sua intelligenza le appariva ora all’improvviso nelle luci di quelle case solitarie” (pag 187)

Un romanzo per le donne.

 

Fumiko Enchi è considerata una delle voci più significative della letteratura nipponica del Novecento. Nelle sue opere teatrali, nei romanzi e negli altri scritti emerge sempre come filo conduttore la condizione della donna e la necessaria emancipazione.

Opere tradotte in Italia
Cofanetto Enchi Fumiko-opere

 

titolo Onnazaka Il sentiero nell’ombra
autore Fumiko Enchi
traduzione Lydia Origlia
editore Giunti Astrea
Pagine 205; 1987

 

Altre letture sull’emancipazione femminile
Dalla parte di lei, Alba de Cespedes
Leggere Lolita a Teheran, Azar Nafisi
Prima e dopo, Alba de Céspedes
Il cognome delle donne, Aurora Tamigio
Il sogno della macchina da cucire, Bianca Pitzorno

e grandi classici

Dalla parte delle bambine, Elena Gianini Belotti (Feltrinelli)
Il secondo sesso, Simone de Beauvoir (Il saggiatore)