
Torna la mitica Olive Kitteridge, sempre a Crosby nel Maine, la cittadina che esiste solo nei romanzi di Elizabeth Strout. Come è chiaro dal titolo il romanzo riprende uno dei personaggi più riusciti della scrittrice americana, che le è valso il Premio Pulitzer nel 2009. Qui gli anni sono passati e molte cose sono cambiate per Olive: l’amato marito Henry, farmacista in pensione, è morto, il rapporto con il figlio Christopher è sempre difficile ma nella sua vita è entrato il coetaneo Jack Kennison, ex docente di Harvard. Attorno alla nuova coppia girano tutti i personaggi che abbiamo incrociato anche in altri libri, un modo originale per spiegare dettagli rimasti sospesi nei “romanzi di provenienza” e per far sentire in qualche modo anche noi lettori cittadini di Crosby.
Declino
La maturità di Olive è fatta di un lento declino, in cui molte cose si chiariscono ed emergono aspetti dolorosi del passato. Intanto il pessimo rapporto con il figlio, un uomo in gioventù dominato da una supervolitiva Olive e poi dalla acida moglie Ann. Dopo un litigio matura in Olive la amara consapevolezza che le famiglie condizionano pesantemente le vite di tutti.
“Dunque ecco la verità: suo figlio aveva sposato sua madre, come alla fine fanno tutti gli uomini – in una forma o nell’altra” (pag 83)
Non si può non amare la ruvida concretezza di Olive, una donna che deve andare a cercare la parola “narcisista” sul dizionario, quando viene accusata di esserlo dal figlio, che non crede di avere bisogno degli psicologi, ma che allo stesso tempo riesce a fare analisi lucidissime e spietate su se stessa e gli altri.
Piccoli eventi
La cifra della scrittrice è raccontare la vita attraverso i piccoli eventi, particolarmente riuscita in questo romanzo che coglie la malinconia del lento e inesorabile declino fisico, che smussa le intemperanze della gioventù, che toglie affetti e abilità, ma che dona consapevolezza e anche un po’ di dolcezza alla burbera prof di matematica della costa del Maine. Una stagione che regala a Olive anche nuove e preziose amiche, come Isabelle (sì, la protagonista di Amy e Isabelle).
Per chi conosce la narrativa di Elizabeth Strout una conferma della capacità di indagine psicologica, la leggerezza (apparente) della scrittura, il talento di raccontare le vite comuni.
titolo Olive, ancora lei
autore Elizabeth Strout
traduzione Susanna Basso
editore Einaudi
pagine 265, 2020, Isbn 9788806244903
Altri romanzi di Elizabeth Strout
Amy e Isabelle, Elizabeth Strout
Mi chiamo Lucy Barton, Elizabeth Strout
Oh William!, Elizabeth Strout
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Tutto è possibile, Elizabeth Strout
Altri romanzi con personaggi femminili che vale la pena scoprire
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Romanzi con personaggi che “tornano”
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Nora Webster, Colm Toibin
Gilead, Marilynne Robinson
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