Se anche voi siete lettori che si affezionano ai personaggi allora probabilmente apprezzerete le loro piccole apparizioni in romanzi diversi. No, non si parla di saghe o di serie, dove è scontato ritrovarli nell’evoluzione della trama nei titoli successivi, ma di quei piccoli crossover che alcuni scrittori ci regalano. Maestra del genere è l’americana Elizabeth Strout che ha creato una collezione di personaggi che vagano da un romanzo all’altro.

Lo so che spesso è un trucchetto letterario per riempire vuoti o una soluzione per completare figure che erano rimaste un po’ ai margini, ma che importa? A me sembra un modo simpatico per coinvolgere il lettore.
Nel ciclo dedicato a Lucy Barton (Mi chiamo Lucy Barton, Oh William! , Lucy davanti al mare ,  Tutto è possibile ) per esempio la scrittrice protagonista – Lucy – una volta trasferita nel Maine incrocia Olive Kitteridge, altro personaggio importante della Strout (Olive Kitteridge, Olive, ancora lei). La rustica eroina Olive, poi magistralmente raccontata nei suoi anni di declino in Olive, ancora lei (che a me alla fine è piaciuto molto di più del primo, per dire) si scopre che è diventata grande amica di Isabelle. Sì quella Isabelle, la madre single al centro del romanzo di esordio di Strout, Amy e Isabelle.
Grandi ritorni anche nell’ultimo romanzo, Raccontami tutto, dove ritroviamo anche Bob, che era uno dei tre tormentati Ragazzi Burgess. Gli anni sono passati e Bob, anche lui fuggito da New York per stabilirsi nel Maine, sapete con chi ha stretto amicizia? Con la scrittrice Lucy Burton. A questo punto non ci sentiamo anche noi un po’ cittadini di Crosby?

Il crossover dei personaggi è la cifra della Strout, ma ne hanno fatto uso generoso anche Colm Toibin e Marilynne Robinson. L’irlandese Toibin ci fa ritrovare Eilis Lacey, la dolce protagonista di Brooklyn, vent’anni dopo. Vi ricordate? La ragazza aveva lasciato l’Irlanda negli anni della grande crisi per cercare fortuna negli Stati Uniti, dove mette radici fino a quando una scoperta sconvolgente manda in crisi il suo matrimonio. e circostanze mettono Eilis di fronte a una seconda possibilità: tornare nell’Irlanda che non ha mai dimenticato o restare in America? Certo, Long Island è il seguito di Brooklyn (anche se la lettura dei romanzi è indipendente) ma tra le strade di Enniscorthy, dove Eilis torna per una vacanza, incontrerà Nora Webster, la giovane vedova irlandese che abbiamo conosciuto nel romanzo omonimo (Nora Webster).

Più evidente il “passaggio di testimone” dei personaggi nei romanzi di Marilynne Robinson. La saga di Gilead, dal nome della cittadina immaginaria del Midwest teatro delle vicende, racconta gli ultimi anni del reverendo Boughton. Il pastore è al centro della trama di Casa, con la figlia Glory e il ritrovato figlio Jack (protagonista poi di un altro romanzo, Jack ), ma tutti i personaggi sono presenti anche in  Lila, che alza lo sguardo sulle generazioni precedenti.

E poi c’è l’American cycle di Antonio Monda. Nei dieci romanzi che lo scrittore ha dedicato a New York – usciti tra il 2012 e il 2026 e ognuno ambientato in un decennio del Novecento – spesso si ritrovano personaggi già noti. Per esempio Jakob Singer è tra i protagonisti de Il principe del mondo, ambientato negli anni Trenta, ed è anche il padre di Nathan, che si innamora di Maria, l’italiana arrivata nella grande mela negli anni Cinquanta, di cui si parla il L’America non esiste. Di Jakob si sentirà ancora parlare in L’indegno, il romanzo di cui è protagonista il nipote sacerdote Abrahm, che negli anni Settanta vivrà una crisi profonda.