Copertina del romanzo Lontananza di Vigdis Hjorth pubblicato da Fazi editoreTrent’anni di lontananza. Per Johanna, artista che ha lasciato Oslo per andare a vivere in America, un tempo sufficiente per sperare nel perdono della sua famiglia d’origine che non vuole più avere a che fare con lei. Le ragioni del contrasto sembrerebbero superabili: Johanna nelle sue opere dà una rappresentazione della famiglia che i genitori trovano offensiva. Questo ha comportato la lite, il silenzio, la frattura nel rapporto con la sorella minore Ruth e con il resto dei parenti. Per molti anni le comunicazioni sono state ridotte al minimo, per cessare del tutto con la morte del padre, diversi anni prima. L’assenza di Johanna al funerale del genitore è stata l’occasione per la chiusura totale.

Rancore

Al ritorno in Norvegia Johanna cerca un contatto con la madre, arriva a seguirla quando esce di casa, cerca di parlarle al telefono ma tutti i suoi tentativi si infrangono contro un muro di rancore difficile da abbattere. Tutto il romanzo, nello stile della scrittrice norvegese (Ripetizione), è uno scavo nei ricordi e nelle dinamiche famigliari che hanno segnato la sua gioventù. Emerge il ritratto di una madre molto bella (i capelli rosso fuoco non li hanno ereditati le due figlie) ma con molte ombre. Profondo e inquietante.

La frase: “Se si sapesse, se da giovani si capisse quanto è cruciale l’infanzia, non si avrebbe mai il coraggio di avere figli propri” (pag. 219)

titolo Lontananza
autore Vigdis Hjorth
traduzione Margherita Podestà Heir
editore Fazi
pagine 373; anno di uscita 2021
Isbn 9788893258692

 

 

altri libri della scrittrice norvegese
Ripetizione
Eredità

Sul rapporto con la madre si potrebbe leggere:
Da parte di madre, Federica De Paolis
Dalla parte di lei, Alba de Cespedes
Amy e Isabelle, Elizabeth Strout
Mi chiamo Lucy Barton, Elizabeth Strout

Famiglie problematiche
L’anniversario, Andrea Bajani