
David Benioff è americano e sceneggiatore (tra gli altri, Game of Trones) e questo spiega molto di questo romanzo. La trama: Lev, un anziano immigrato russo si gode la pensione e racconta al nipote americano come è riuscito a superare l’assedio di San Pietroburgo durante la Seconda guerra mondiale, quando aveva la sua età. La scena si sposta nella Russia del 1941, il Paese è in guerra, i palazzi crollano sotto le bombe, i morti restano insepolti, il cibo manca, i tedeschi avanzano e la violenza è all’ordine del giorno. Lev, allora diciassettenne, padre dissidente ucciso dal regime e madre sfollata all’estero, resta da solo nella città assediata. Con un gruppo di ragazzini si imbatte per strada nel cadavere di un soldato, a cui sottrae un coltellino. Un furto che lo porta in prigione con la prospettiva di finire davanti alla corte marziale. L’incontro con un bizzarro generale e la sua ancora più strana richiesta però cambiano tutto. A Lev e a un altro ladruncolo, Kolja, viene affidata una missione impossibile: procurarsi una dozzina di uova per la torta di nozze della figlia del generale. Se riescono la pena sarà cancellata (e già abbiamo affrontato il tema della corruzione e dell’arroganza del potere). I ragazzi partono per un’avventura picaresca in cui in una città affamata e disperata guarderanno in faccia tutte le varianti di una umanità degradata. Uomini ridotti alle pulsioni basiche: cibo, sesso, sopravvivenza.
Horror
Benioff scrive molto bene, racconta, o meglio “sceneggia” l’avventura di questi ragazzini che attraversano il girone dantesco di una città affamata e stordita da una violenza atroce. Descrive molto bene le emozioni, ma non mette il lettore in condizione di provarle. Non succede neanche in una delle pagine più forti, quando i ragazzi trovano nella soffitta trasformata in pollaio un coetaneo che veglia il nonno morto, stringendo al petto l’ultima gallina. Descrizione horror anche per l’incontro con i cannibali (in un appartamento c’era una “coscia scuoiata che poteva appartenere solo a una donna, la gabbia toracica di un bambino…”, pag 71). La scrittura di Benioff è ricca di dettagli e attraversata da ironia, sembra quasi di sentire la sua voce che dice “visto? anche in questo inferno vi strappo un sorriso”.
Un romanzo di formazione dove la violenza della guerra si mescola all’avventura, come in un videogioco. L’autore non lesina le citazioni e i rimandi alla letteratura russa e persino al Vangelo (“lascia che i morti seppelliscano i morti”, pag 99). E alla fine, quando Hollywood è sempre più vicina, si tira un sospiro di sollievo.
titolo La città dei ladri
autore David Benioff
traduzione Marco Rossari
editore Neri Pozza Beat
2008, pagg.281; Isbn 9788865590362
Volendo leggere altri romanzi con ragazzini in uno scenario di guerra
Trilogia della città di K., Agota Kristof
La storia, Elsa Morante
Un sacchetto di biglie, Joseph Joffo
Trilogia del ritorno, Fred Uhlman
Aggiustare l’universo, Raffaella Romagnolo