Copertina del romanzo Come animali di Violaine Bérot pubblicato da La nuova Frontiera

Come animali, della scrittrice francese Violaine Bérot, è un romanzo magnetico, bastano poche righe e siamo catturati dalla sua atmosfera, dal tempo sospeso che ci porta in un villaggio dei Pirenei dove vivono una donna e suo figlio. Di lei si conosce soltanto il nome, Mariette, e tanto basta perché i contatti con gli altri abitanti si limitano ai baratti di erbe e formaggi nel giorno di mercato. Il figlio lo chiamavano Orso o Il grande muto perché era un bambino grande e grosso che non sapeva parlare ma riusciva solo a ringhiare. Questo quando il ragazzo frequentava le elementari, poi nessuno lo ha più visto. La madre lo ha ritirato da scuola per proteggerlo dai bulli e insieme sono spariti nella casetta nel bosco.

La bambina

Una vita arcaica, sempre uguale, improvvisamente scossa da un accadimento. Un escursionista si imbatte in una bambina di cinque-sei anni. La piccola sembra una creatura dei boschi, va in giro nuda e in compagnia di un asino grigio. Ma chi è quella bambina? Come può sopravvivere da sola nel bosco? E soprattutto c’entra qualcosa Orso? È forse sua figlia?

Tutti gli abitanti hanno una loro verità da raccontare. Come un coro greco la polifonia di voci permette di ricostruire le dinamiche del villaggio. A fare da contraltare la “voce” delle fate, presenze misteriose del bosco. Secondo una leggenda locale vivrebbero nelle grotte prendendosi cura dei bambini che sono stati affidati loro dalle mamme che non possono crescerli. La piccola della foresta è una di loro?
Mentre la polizia cerca di dare un nome alla bimba noi scopriamo qualcosa di più su Orso e sulla sua capacità quasi soprannaturale di “guarire gli animali“. Solo un allevatore, Albert, e la madre conoscono questo dono e tentano di proteggere il ragazzo dal resto del mondo.

“Albert mi ripeteva che mio figlio aveva un dono, che bisognava lasciarlo fare, che sentiva il male. Le bestie sapevano che si avvicinava a loro per guarirle e gli erano riconoscenti”

Fragilità

Gli uomini non hanno la stessa sensibilità degli animali, come sa bene la madre di Orso, che per tutta la vita ha cercato di proteggerlo. Lui con il solo tocco delle mani riesce a rimettere a posto il bacino ferito di una mucca o la zampa di un cane, ma non sa vivere con gli altri. E nessuno fa uno sforzo per comprendere questo gigante fragile che è a suo agio solo nella libertà della natura.
Man mano che il racconto procede il tono della fiaba prende il sopravvento, ma non mancano le sorprese che sottolineano pregiudizi, sospetti e paure. E la cattiveria dell’animale più pericoloso, l’uomo.

Violaine Bérot è una scrittrice “per sottrazione” che indaga su legami familiari, ferite emotive, il rapporto con la natura. Questa storia sospesa si può leggerla come la rappresentazione di una crepa tra il mondo visibile e l’invisibile, quello che viene percepito come normale e il diverso. C’è sempre una frattura che separa, ma che crea uno spazio necessario. Per esempio per far passare un raggio di sole.

 

Assonanze
Génie la matta, Inès Cagnati
Marlen Haushofer, La parete
L’insaziabile, A. K. Blakemore

 

titolo Come animali
autore Violaine Bérot
traduzione Camilla Diaz
editore La nuova Frontiera
pagine 122, 2026 (prima uscita in Francia 2021)