
Che cosa spinge una donna di mezza età, sposata, con un figlio adulto, un lavoro nella tutela ambientale a bussare alla porta di un monastero di clausura?
La protagonista di questo originale romanzo dell’australiana Charlotte Wood a un certo punto della vita fa questa scelta ritirandosi (prima come ospite) in un edificio nella campagna australiana nella zona di Melbourne che “ricorda un centro benessere degli anni Settanta oppure una comune ambientalista”. In ogni caso un luogo poco accogliente.
sacro
Che cosa la muova non lo sa bene neanche lei, di sicuro non la fede visto che si dichiara atea. Forse ad attrarla è quella “tranquillità soverchiante” che la assale ogni volta che entra in chiesa, forse è la quiete, completamente sparita dal mondo contemporaneo. Forse la ricerca di qualcosa di sacro.
Le suore, anche loro poco accoglienti, vivono in un ambiente separato, le ospiti soggiornano in cellette essenziali, si incrociano solo per i pasti in comune. La partecipazione alle celebrazioni è ovviamente facoltativa, ma la fascinazione per le voci che cantano le lodi e la complessità del rito perfezionato nei secoli svanisce presto.
“Che altro immaginavo di poter fare qui? Dormire, credo. O magari prendere qualche decisione riguardo ad Alex, al lavoro. Piangere. Stare nascosta”. Forse ascoltare il silenzio.
invasione
E la donna, di cui non si fa mai il nome, questo fa. Il soggiorno, che all’inizio doveva essere una specie di vacanza, si prolunga. Decide di restare e si integra nella comunità prendendo parte alla cura del pollaio, contribuendo alla manutenzione e soprattutto alla battaglia feroce con i topi che stanno nidificando nel monastero. Nelle giornate ripetitive ed essenziali tre eventi si impongono: il ritrovamento delle ossa di una consorella uccisa in missione, la sorpresa di trovare tra le suore una vecchia conoscenza di gioventù e un’invasione di roditori che le sorelle non riescono ad arginare.
La trama è esile, la scrittura piana, ma l’impatto del romanzo è forte. Come un fiume il flusso di memoria scorre lasciando intuire le correnti sotto la superficie. Sono tanti i temi che affiorano: il rapporto con il proprio passato, la difficile elaborazione del lutto, la sensazione di aver tradito gli ideali.
La protagonista sembra aver fatto la scelta di ritirarsi da un mondo che non sa più abitare. La sua è una sorta di resa in contrasto con la forza di suor Helen, la vecchia detestata compagna di scuola, che non a caso un nome ce l’ha, e che vive la propria vocazione attraverso l’impegno.
Un romanzo che coglie stati d’animo ( “la sensazione che da questo tempo nascerà qualcosa”) e si concentra più sulle domande che sulle risposte. È stato finalista al Booker Prize.
titolo Devozione
autore Charlotte Wood
traduzione Manuela Francescon
editore Fazi
2026, pagg 226, Isbn 9791259678904
titolo originale Stone Yard Devotional
Assonanze
La custode del silenzio, Antonella Lumini e Paolo Rodari
Le chiavi del regno, Archibald J. Cronin
Dodici lune, Adriana Zarri