
«I Grandi Fiumi dicono le cose come stanno. Scorrono in un loro tempo assoluto che pare non contemplare la storia degli uomini, o lambirla appena, distrattamente. Per questo sono testimoni capaci di consegnare implacabili, indicibili e intime verità» (pag. 15)
Non è un caso che tutte le civiltà si siano sviluppate attorno a un fiume. Non fa eccezione il Volga, maestosa autostrada d’acqua che taglia la Russia da San Pietroburgo al Caspio. Nei seimila chilometri del suo corso mostra il Paese di ieri e di oggi, le sue contraddizioni e la sua varietà, la forza e la debolezza. In questa patria di cosacchi e monaci fuori dal tempo, di rivoluzionari e mercenari si incrociano Asia e Europa, speranze e crudeltà.
Spazi infiniti
In poco più di un secolo – e cent’anni sono un battito di ciglia della Storia – queste terre hanno conosciuto l’impero zarista, la rivoluzione bolscevica, il feroce regime stalinista, il blocco sovietico, i timidi tentativi di perestroika e ora l’autocrazia post sovietica. Di tutto questo restano tracce profonde in un territorio rurale, a tratti disabitato, dove si può passare tutta la vita senza incrociare uno straniero o sentire una parola in una lingua diversa dal russo. In questo mondo fuori dal tempo prosperano le tradizioni, il culto delle icone, il sincretismo religioso, la visione un po’ ottusa un po’ arrogante dell’appartenenza a qualcosa che non si sa neanche bene identificare.
Nel grande nulla delle città fotocopia, delle industrie dismesse e ora rilanciate dall’autarchia di guerra, sembra molto lontano il mondo russo che immaginiamo, quello delle capitali mutuato da una grande tradizione letteraria. La Russia è il Paese che ha vissuto una “travolgente storia d’amore con la letteratura” ma probabilmente è anche quello che detiene il record di censura e repressione verso gli scrittori che percepisce come disobbedienti. Ora la guerra ha reso ancora più distante questo mondo.
Reportage
Questo reportage coraggioso e zeppo di riferimenti storici e culturali spinge a guardare oltre i pregiudizi e le immagini da cartolina e da telegiornale. Capitolo dopo capitolo, seguendo il corso d’acqua (e dell’alcol, vero motore del mondo russo), si scopre una realtà diversa e inquietante. E forse si intuisce qualcosa di più di un popolo per molti versi inaccessibile. Un esempio di giornalismo narrativo. o più semplicemente di giornalismo, quello di chi va a vedere per capire e poi raccontare.
la frase: “Il senso del mio viaggio è provare a capire che cosa vuol dire essere russi di questi tempi, mentre l’Orso russo è uscito dal letargo con una fame atavica di rivincita, di spazio e di gloria” (pag.71)
titolo Volga Blues. Viaggio nel cuore della Russia
autore Marzio G. Mian
editore Gramma Feltrinelli
2024, pagine 320, Isbn 9791256240074
Altri titoli per comprendere i nostri tempi:
Leggere Lolita a Teheran, Azar Nafisi
Apeirogon, Colum McCann