Copertina del saggio La pelle che pensa di Marta Paterlini pubblicato da Codice edizioniNon si può vivere senza toccare gli altri ed essere toccati. La pelle è uno straordinario mezzo di comunicazione, serve a conoscersi, a esprimersi, a definire i nostri confini emotivi.
Anche gli animali hanno il loro modo di sfiorarsi per entrare in contatto (del grooming delle scimmie vogliamo parlare?) ma per l’uomo il tatto è un senso fondamentale e un abbraccio il gesto umano più spontaneo e comunicativo. Non è un caso che di abbracci sia piena la storia dell’arte.
I filosofi greci avevano intuito millenni fa che questo modo di stringersi a un altro essere umano nascondeva il seme dell’empatia. Nei secoli la scienza ha analizzato questo gesto nel quale intravede anche un potere terapeutico.  Molte ricerche hanno sottolineato l’importanza dell’abbraccio per lo sviluppo infantile, e si aprono anche nuove prospettive sul suo ruolo nello sviluppo di disturbi del comportamento e malattie come la depressione.

Il senso del tatto

Questo saggio esplora il potere del senso del tatto spaziando dalle neuroscienze alla filosofia, ricordando il valore simbolico di un gesto intimo e insieme politico. Nella nostra cultura un abbraccio celebra vittorie e sottolinea  alleanze ma apre anche una “finestra” sul nostro mondo interiore. Eppure nella vita quotidiana – basta pensare a un viaggio sui mezzi pubblici – facciamo di tutto per non sfiorare gli altri, pronti a scusarci per un tocco involontario. L’ultimo tabù? Pensiamoci

titolo La pelle che pensa   
autore Marta Paterlini 
editore Codice edizioni
Pagine 288, 2025, Isbn  9791254501399