Copertina del romanzo La repubblica autonoma di Piuca di Antonio Perazzi edito da SellerioI parchi delle vecchie case di famiglia, i giardini, i cortili non sono mai solo dei semplici spazi aperti. Sono luoghi della memoria e dell’avventura, ponti tra passato e futuro, rifugi di affetti e risentimenti.

il giardino

Lo è in modo inevitabile Piuca, il podere che circonda la proprietà della famiglia Fallaci-Perazzi a Greve in Chianti, sulle colline toscane.

Questo parco selvatico e botanicamente vario, dove convivono olivi secolari e piante di rose selvatiche abbraccia le due case coloniche. I Fallaci stavano a Casale, i Perazzi sulla collina. Una delle sorelle Fallaci, Paola, ha sposato un Perazzi (Mario, il padre dell’autore di questa biografia famigliare) e questo spiega la singolare fusione. In questo luogo amatissimo tornava a rifugiarsi (e a litigare con le sorelle) Oriana Fallaci nelle pause dei suoi reportage in giro per il mondo. In questa campagna il nipote Antonio, che oggi è scrittore e paesaggista, ha scoperto l’amore per le piante e gli animali.

la cassa sepolta

Durante un soggiorno nella casa di famiglia i figli di Antonio giocando portano alla luce una strana cassa. In questo forziere, della cui esistenza in famiglia si favoleggiava da sempre, sono custoditi ricordi: un vecchio ricettario, il fazzoletto rosso del nonno partigiano, l’elmetto della zia inviata di guerra. Il ritrovamento fortuito di questo tesoro scatena la tempesta di ricordi nel nipote che rievoca la gioventù, le mitiche sfuriate della zia, i viaggi a New York, le radici mai dimenticate di una famiglia dove il talento era di casa. Il prozio Bruno era stato direttore di Epoca, la moglie era la scrittrice Gianna Manzini. Giornalisti erano anche i genitori di Antonio come la celebre Oriana, della quale il nipote rende un ritratto sincero: non nega le proverbiali impennate ma neanche l’affetto a volte maldestro per la famiglia.
La scomparsa, vent’anni fa, della famosissima zia (ma guai a chiamarla così in pubblico!) ha scatenato le note incomprensioni all’interno della famiglia per la gestione del patrimonio editoriale. Inevitabile che anche i ricordi e i fatti narrati siano influenzati dalle tensioni. Ma non è di questo che qui si parla.

la memoria

In queste pagine il famoso paesaggista lascia la parola al piccolo Antonio, un bambino che camminava appena e già manifestava una passione sconfinata per le piante. Tra le siepi e le rose di questo giardino sono custodite le emozioni dell’infanzia. Il ritrovamento della “cassa dei tesori” è l’occasione per condividere i ricordi con i propri cari, presente e assenti, superando le barriere fisiche ed emotive. Un romanzo che diventa un incontro virtuale nelle stanze della memoria, tenero e imprevedibile. Come le sfuriate dell’Oriana.

 

 

titolo La Repubblica autonoma di Piuca
autore Antonio Perazzi
editore Sellerio
pagine 270; 2026, Isbn 9788838949739

 

Assonanze
Oriana, una donna, Cristina De Stefano
Emanuele Trevi, Mia nonna e il Conte